Ci sono sere in cui dormire da sola diventa quasi un bisogno primordiale. Non si tratta di solitudine, ma di una necessità assoluta: quella di tracciare un confine, chiudere fuori il mondo e fare spazio.
La domenica è scivolata via leggera, dolce quasi fosse una piuma. Ha lasciato dietro di sé una scia di profumi familiari, piccoli gesti lenti e impressioni che ancora galleggiano nella mente. Giornate così ti riempiono il cuore, ma ti lasciano addosso anche una sottile stanchezza emotiva. Cercare il proprio letto, in silenzio, diventa allora l'unico modo per: Ricomporre le forze fisiche e mentali in vista del lunedì. Ordinare i pensieri e le emozioni vissute, prima che sfumino. Ritrovare il proprio centro, respirando al proprio ritmo senza dover rispondere a nessuno.
Spesso dimentichiamo quanto sia terapeutico questo rituale. Infilarsi sotto le coperte da soli, spegnere la luce e ascoltare solo il proprio respiro è il modo più ancestrale che abbiamo per prenderci cura di noi. È il nostro modo di dire al mondo: per oggi ho dato tutto, adesso torno a me.